Oggi è una di quelle domeniche in cui mi rendo conto, nel profondo, di quanto io sia serena nella mia vita.
Sono a casa da sola.
Sto sistemando le mie piante con calma, senza fretta.
Un tempo, questa scena mi avrebbe fatta sentire “sbagliata”.
Un anno fa, in un weekend lungo come questo, avrei fatto di tutto per “fare qualcosa”, per non restare sola.
Mi dava fastidio sapere che altri erano in viaggio, con amici o in compagnia, mentre io ero a casa… con me stessa.
Ma oggi so che anche imparare a stare con sé stesse è un’esperienza da vivere.
E questa consapevolezza non è arrivata tutta in una volta.
Un mese fa, ad esempio, ho avvertito ancora quella spinta a riempire ogni spazio vuoto.
Ma questa volta invece di reagire, mi sono fermata e mi sono fatta una domanda diversa:
“Come mai mi pesa così tanto stare da sola, mentre so che gli altri stanno vivendo qualcosa là fuori?”
La risposta è arrivata oggi: ho bisogno di rallentare.
Di respirare. Di nutrire me stessa e la mia energia per non cercare qualcosa di inutile là fuori, ma qualcosa di prezioso dentro di me, qualcosa che mi renda davvero serena.
Mi sono resa conto che la solitudine, se vissuta con amore e presenza, può essere un momento prezioso.
Un’occasione per ascoltarsi. Per riscoprirsi.
Per non inseguire sempre ciò che manca… ma guardare con gratitudine quello che c’è.
E tu?
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Cosa ti succede quando resti da sola, senza fare niente?
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Riesci ad accogliere quei momenti o cerchi subito di distrarti?
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Hai mai pensato che la solitudine, a volte, può essere una forma di cura?
Io ci sono passata, e continuo a farlo.
E proprio per questo nel mio lavoro creo spazi dove sia possibile rallentare, ritrovarsi, accettare i propri tempi.
Spazi di ascolto, di ciclicità, di autenticità.
